Sottotitolo: Gioacchino Perna, 86 anni, trovato con il volto insanguinato nel reparto di Medicina. La Procura indaga per omicidio preterintenzionale. I familiari denunciano: «Gravi lacune nell’assistenza e nella sorveglianza».
PALERMO – Si tinge di sangue e polemiche una delle strutture ospedaliere più importanti della Sicilia. Un anziano di 86 anni, Gioacchino Perna, è morto dopo essere stato aggredito direttamente nel suo letto di degenza all’interno del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. Quello che doveva essere un ricovero per cure si è trasformato in un incubo, sollevando interrogativi inquietanti sulla sicurezza dei reparti e sulla vigilanza all’interno dell’ospedale.
La dinamica dell’aggressione Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri e dalla Squadra Mobile, la vittima è stata trovata dagli infermieri con gravi ferite al volto e il capo insanguinato mentre era ricoverata nel reparto di Medicina. I soccorsi sono scattati immediatamente, ma le condizioni dell’anziano, già compromesse dall’età e dalla patologia per cui era ricoverato, sono precipitate nel giro di due giorni, portandolo al decesso. L’autopsia, disposta dalla Procura di Palermo, dovrà chiarire il nesso causale esatto tra i colpi ricevuti e la morte, accertando se l’aggressione abbia agito come causa acceleratrice del decesso. Gli inquirenti hanno già iscritto nel registro degli indagati un compagno di stanza della vittima, ipotizzando che sia scaturito da una lite il gesto violento. Per l’uomo scatta l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale.
L’accusa dei familiari: «Assistenza carente» Mentre la magistratura fa luce sulla dinamica criminale, esplode la polemica sulla gestione ospedaliera. I familiari di Gioacchino Perna non hanno mezzi termini nel descrivere la situazione: «Ci sono state tante lacune nell’assistenza», denunciano. Secondo i parenti, l’aggressore, descritto come un paziente problematico, avrebbe dovuto essere monitorato con maggiore attenzione o isolato per prevenire simili tragedie. La denuncia punta il dito contro una presunta carenza di personale di sorveglianza e contro la facilità con cui pazienti potenzialmente pericolosi possono agire indisturbati all’interno dei reparti di degenza ordinaria.
Il contesto di tensione negli ospedali palermitani Questo drammatico episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione e difficoltà per il sistema sanitario palermitano. Nelle ultime settimane, il Policlinico e altri ospedali della città hanno segnalato criticità legate al sovraffollamento, con i Pronto Soccorso spesso bloccati e i reparti di degenza sotto pressione. Situazioni di stress elevato che, uniti a carenze organiche, possono favorire il deterioramento del clima tra pazienti e rendere più complessa la gestione della sicurezza interna. La Procura di Palermo prosegue ora le indagini per ricostruire minuto per minuto le ore precedenti l’aggressione, ascoltando il personale sanitario e i testimoni, mentre la direzione aziendale del Policlinico è attesa a breve per un comunicato ufficiale sulle misure di sicurezza da rafforzare.
