PALERMO – La Sicilia si prepara ad affrontare ogni eventualità legata al rischio Ebola, attivando tempestivamente i protocolli di sorveglianza sanitaria previsti dall’ultima ordinanza del Ministero della Salute. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha tenuto a precisare che non c’è alcun allarme per l’Isola, dove al momento non sono stati registrati casi sospetti, ma ha sottolineato come il livello di attenzione debba rimanere alto per garantire una risposta immediata ed efficace in caso di necessità.
La Regione ha avviato le procedure per il monitoraggio del virus, con particolare riferimento al ceppo Bundibugyo, oggetto delle recenti attenzioni internazionali. Il piano prevede una rete di sorveglianza capillare che coinvolge i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) e i centri di riferimento ospedalieri designati. L’obiettivo è garantire che, qualora dovesse presentarsi un caso sospetto sul territorio regionale, il sistema sanitario possa intervenire con rapidità, isolando il paziente e tracciando i contatti secondo le rigorose indicazioni nazionali ed europee.
«Riteniamo di dover porre il massimo impegno nell’affrontare in maniera coordinata e professionale un eventuale rischio legato a questo virus sul nostro territorio», ha dichiarato l’assessore Caruso. «La prevenzione è la nostra arma migliore. Abbiamo attivato tutti gli strumenti necessari per monitorare la situazione, in piena sintonia con le direttive del Governo nazionale, ma ribadiamo con forza: al momento non esiste alcuna emergenza in Sicilia».
Il protocollo regionale si basa sui cinque livelli di rischio individuati dal Ministero, che prevedono misure differenziate a seconda della provenienza dei viaggiatori e della loro eventuale esposizione al virus. Per le categorie a rischio più elevato, come chi ha avuto contatti diretti in aree epidemiche (attualmente focalizzate in alcune zone dell’Africa centrale, come Uganda e Congo), scatta la sorveglianza attiva: misurazione quotidiana della temperatura, controlli costanti da parte delle autorità sanitarie e obbligo di comunicare qualsiasi spostamento fuori dalla regione. Nei casi di esposizione ad alto rischio, è previsto anche il trasporto in biocontenimento e la quarantena strutturata.
La macchina organizzativa regionale ha già individuato gli hub ospedalieri pronti ad accogliere eventuali pazienti e ha formato il personale sanitario sulle procedure di sicurezza. L’approccio scelto è quello della massima trasparenza e della preparazione tecnica, evitando inutili allarmismi ma senza sottovalutare la potenziale virulenza della malattia.
L’attivazione del piano in Sicilia rientra in una strategia nazionale unitaria, volta a proteggere la salute pubblica in un contesto globale dove la mobilità internazionale richiede risposte sanitarie rapide e coordinate. Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) valutano il rischio per l’Europa come “molto basso”, grazie alla natura della trasmissione del virus (che richiede contatto diretto con fluidi corporei), la Regione Siciliana conferma la sua vocazione alla prudenza e alla tutela dei cittadini.
La popolazione è invitata a mantenere la calma e a fidarsi delle istituzioni sanitarie. Chiunque rientri da aree a rischio e avverta sintomi compatibili (come febbre improvvisa, debolezza, dolori muscolari) è tenuto a contattare immediatamente il proprio medico di base o il Dipartimento di Prevenzione, evitando il fai-da-te e il ricorso improprio ai pronto soccorso. La collaborazione di tutti è fondamentale per il successo delle misure di prevenzione.
