Nozze dell’anno a Villa Valguarnera: Bagheria blindata per la festa di Dua Lipa e Callum Turner. Tensione tra residenti e commercianti

BAGHERIA – Quella che doveva essere una festa da sogno si sta trasformando in un weekend di forti disagi per la città di Bagheria. La scelta della popstar internazionale Dua Lipa e dell’attore Callum Turner di celebrare il loro matrimonio (dopo il rito civile già svolto a Londra) nella storica Villa Valguarnera ha portato alla “blindatura” totale del territorio, scatenando le proteste di commercianti e residenti.

Da venerdì 5 a domenica 7 giugno, l’area monumentale della villa, celebre set de Il Gattopardo, è diventata una fortezza inaccessibile. Le misure di sicurezza predisposte dalle amministrazioni di Palermo e Bagheria sono senza precedenti: strade, vicoli e portoncini chiusi al traffico, istituzione di una no-fly zone per i droni e controlli severissimi agli accessi. Per entrare nella zona, i residenti devono esibire documenti e dimostrare la propria residenza fino alla terza generazione, elencando preventivamente i possibili ospiti. Il livello di segretezza è tale che è stato vietato persino scattare fotografie dall’esterno, pena il ritiro del patentino per i droni o sanzioni per i curiosi.

Tuttavia, dietro lo sfarzo dell’evento che ha richiamato in Sicilia centinaia di VIP (tra cui si fanno i nomi di Elton John, Adele e Harry Styles), serpeggia il malcontento della cittadinanza. I commercianti della zona, in particolare quelli di piazza Sant’Anna e delle vie limitrofe, hanno alzato la voce contro una chiusura forzata che li costringe a serrare le attività senza alcun tipo di risarcimento o sostegno economico da parte degli organizzatori o delle istituzioni. “Ci troviamo a chiudere per giorni senza un motivo valido per le nostre tasche”, è la denuncia che arriva da più parti, sottolineando come la politica del “chiudiamo tutto basta che non succedano casini” adottata dai comuni stia penalizzando chi vive di turismo e passaggio quotidiano.

Anche molti residenti esprimono frustrazione per le limitazioni alla libertà di movimento e per l’assedio mediatico che trasforma le loro abitazioni in un set sorvegliato a vista. Mentre i tir carichi di materiali continuano a sfilare per allestire quella che è definita la “festa del secolo”, con un costo stimato che supera il milione e mezzo di euro, Bagheria si divide tra lo stupore per l’evento globale e la rabbia per un disagio vissuto in prima persona, senza che siano state previste contropartite per la comunità locale.

La festa, che si aggiunge agli eventi già svoltisi a Palermo tra Villa Igiea e Palazzo Gangi, terminerà domenica sera, ma le polemiche sull’impatto di tali eventi privati sul tessuto urbano e commerciale della città potrebbero aprire un nuovo dibattito sulla gestione del decoro e dei diritti dei cittadini bagheresi.